No alla discarica nella natura: preavviso di rigetto dal comitato Via

Pronuncia negativa in merito al progetto presentato dalla ditta Rsg srl, per una discarica di inerti contenenti amianto legato, per una capacità di 210.000 mc, nel comune di Rocca San Giovanni

Fabrizia Arduini Presidente Wwf zona frentana e costa teatina

Il comitato di coordinamento regionale per la valutazione di impatto ambientale (Ccr Via) della Regione Abruzzo, ha deliberato, nella seduta del 22 maggio, un preavviso di rigetto (che precede la formale adozione di un provvedimento negativo), in merito al progetto presentato dalla ditta Rsg srl, per una discarica di inerti contenenti amianto legato per una capacità di 210.000 mc, nel comune di Rocca San Giovanni.

L’impianto, secondo la ditta proponente, avrebbe dovuto rappresentare uno strumento di riqualificazione ambientale, in quanto la Rsg si accollava l’onere della chiusura e il recupero della discarica che stoccava rifiuti speciali, già esistente nello stesso sito, di proprietà della Smi di Marrollo, chiusa nel 1997.

L’area confina con la riserva regionale grotta delle farfalle e con l’omonimo sito di interesse comunitario. Una zona formata da pendici collinari su arenarie e argille, attraversate da corsi d’acqua, con boschi freschi, carpineti misti a boschi termofili (leccete), dove oliveti e vigneti contribuiscono a esaltare la bellezza del paesaggio.

L’associazione Wwf zona frentana e costa teatina, dopo aver prodotto osservazioni in critica per scongiurare l’apertura della discarica, era presente in sede di audizione del Ccr Via, nella seduta di ieri, insieme ai sindaci di Rocca San Giovanni e Treglio e altre associazioni.

“Anni fa il Wwf e il comitato di residenti Nada – dice il presidente Wwf zona frentana e costa teatina Fabrizia Arduini - attraverso una grande mobilitazione, chiesero a gran voce di vietare definitivamente con una legge regionale la localizzazione di questo genere di discariche in mezzo alle campagne, sia perché i controlli sono più difficoltosi, sia considerando che tali discariche rappresentano comunque soltanto una soluzione provvisoria del problema, che viene lasciato in eredità alle future generazioni, essendo la fibra di amianto eterna. In virtù di quella mobilitazione si approvò la legge, n. 36 del 2 agosto 2010, che poneva come criteri localizzativi per questo genere di discariche i siti industriali. Ora subito il ripristino ambientale, come da anni richiesto dalle amministrazioni locali e dalle associazioni, per la ex discarica della Marrollo”.

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