Chiusura ponte Sangro, preoccupazione dalla Fiom: "Bisogna riaprire in fretta"

Il sindacato chiede un intervento celere, visti i disagi che la chiusura della strada comporta per i lavoratori della Val di Sangro

In questi giorni con la chiusura del ponte Sangro si è tornati discutere dela questione  collegamenti con l’area industriale Cerratina. La Fiom esprime preocuppazione per la situazione attuale delle strade visti i tanti lavoratori che devono percorrerle.

La mulattiera che collega Lanciano all’area industriale è a dir poco indecente, una strada che dovrebbe essere fiore all’occhiello per l’intero territorio, è impraticabile e piena di insidie per gli automobilisti, spesso lavoratori delle fabbriche, che rischiano la vita per effetto della totale impraticabilità di un’arteria indecente.

 Cerratina ospita un pezzo importante del tessuto industriale locale.

Non vi sono fermate per i pullman, chi lavora presso Cerratina è costretto ad utilizzare la propria auto, questo nell’indifferenza più assoluta delle amministrazioni regionali di centrodestra e di Centrosinistra. Oggi, con il ponte Sangro chiuso, quelle zone sono divenute terreno sul quale lottare contro i pericoli per recarsi a lavoro. Sono trascorsi tre mesi dalla decisione di chiudere quel collegamento, tutto tace e nessuno si preoccupa di osservare quel che accade per le strade di C.da Serre dove migliaia di macchine al giorno viaggiano su una mulattiera che a stento potrebbe essere percorsa da qualche trattore locale.


La Fiom esprime la massima preoccupazione anche in prospettiva futura.

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È necessario aprire un tavolo regionale per capire come intervenire per potenziare tutte le infrastrutture al fine di renderle capaci di sostenere le industrie locali ed i lavoratori che rappresentano il cuore della fabbrica. La Fiom non resterà a guardare, la riapertura del ponte Sangro dovrà essere rapida, gli interventi generali sulle altre arterie dovranno essere discussi con celerità, il futuro della Val di Sangro passa anche attraverso le infrastrutture. Ciò detto, bisogna che la politica inizi a discutere di tutto questo affinché agli investimenti che le aziende spesso annunciano possano essere affiancati da investimenti veri di sostegno all’impresa.

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