Fabio Di Lello si pente di aver sparato, ma rischia la condanna all'ergastolo

Terza udienza in Corte d'Assise a Lanciano, con la richiesta della massima pena da parte della pubblica accusa. I difensori dell'imputato escludono la premeditazione. Venerdì la sentenza

La pubblica accusa ha chiesto la pena dell’ergastolo per Fabio Di Lello, il panettiere vastese accusato di aver ucciso, il 1° febbraio, di fronte a un bar di Vasto, il giovane Italo D’Elisa. 

Questa mattina (lunedì 20 marzo), al tribunale di Lanciano, c’è stata la terza udienza del processo con rito abbreviato. Il pm Giampiero Di Florio ha illustrato con un video e 95 slide la sua tesi, ossia che Di Lello avrebbe compiuto un omicidio volontario premeditato a lungo prima di premere i tre colpi di pistola che hanno ucciso il giovane D’Elisa. La vittima, lo scorso luglio, aveva provocato l’incidente in cui morì la moglie di Di Lello, Roberta Smargiassi

Di Florio ha inoltre precisato che non c’è il coinvolgimento di nessun altro: nessuno, insomma, avrebbe chiamato Di Lello quel mercoledì pomeriggio per avvisarlo che D’Elisa era al bar. Si sarebbe trattato di un incontro casuale. 

Per i difensori Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni, invece, non ci sarebbe stata alcuna premeditazione. Alla fine dell’udienza, terminata nel primo pomeriggio, secondo quanto riporta l’Ansa, l’imputato ha rilasciato una dichiarazione spontanea: “Amore per mia moglie e follia per quanto è successo in quel momento per il grande dolore che avevo in quel periodo. Sono pentito e dispiaciuto per quanto ho fatto”.

La prossima udienza, con la sentenza, è in programma per venerdì (24 marzo).

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Commenti (1)

  • Quello e stato un incidente e penso che se quel ragazzo sapeva che avrebbe ucciso non sarebbe passato col rosso! Questo invece e omicidio e ce una bella differenza tra le due cose. Poi ognuno la interpreta a proprio modo...

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