La biblioteca del teatro intitolata al sovrintendente Zuccarini nel ventennale della sua scomparsa

Bibliotecario della De Meis, giornalista e amministratore di Chieti, il 16 maggio 1974 fu nominato dalla giunta municipale Sovrintendente del teatro Marrucino di Chieti. Ricoprì questa carica fino al giorno della sua morte, il 12 novembre 1996

Da oggi la biblioteca del teatro Marrucino di Chieti è intitolata a Mario Zuccarini, colonna portante del teatro per oltre 20 anni. La cerimonia di intitolazione si è tenuta nella serata di ieri (venerdì 11 novembre). Zuccarini, bibliotecario della provinciale De Meis, giornalista e amministratore di Chieti, il 16 maggio 1974 fu nominato dalla giunta municipale Sovrintendente del teatro Marrucino di Chieti. Ricoprì con grande impegno questa carica fino al giorno della sua morte, il 12 novembre 1996, di cui ricorre proprio oggi il ventennale. 

Nei 22 anni della sua sovrintendenza, il teatro di Chieti, che in quel periodo non era di produzione ma solo di distribuzione, fu diretto dal commendatore con grande passione. Lo animava uno spirito che non si stancava mai di ripetere: “Il Marrucino - diceva - deve essere sostenuto e incoraggiato da tutti, autorità e cittadini ma soprattutto da quest’ultimi che lo devono amare e considerare come una piccola fetta della loro proprietà più cara”.

La sua più grande ambizione era l'ottenimento per il Marrucino del titolo di “teatro di tradizione”, cosa che non gli riuscì in vita nonostante avesse perorato a lungo la causa al Ministero. Oggi il teatro, pur con le molte difficoltà vissute negli ultimi mesi, ha acquisito non solo il titolo di teatro di tradizione, ma anche lirico. 

Ieri, durante la cerimonia, il sindaco Umberto Di Primio lo ha ricordato citando parole che Zuccarini pronunciò durante un convegno regionale di bibiliotecari nel 1955, ma quanto mai attuali: “Per poter penetrare lo spirito della biblioteca è necessario che la scelta del personale venga fatta tra i giovani che rivelano particolare predisposizione verso questi centri di cultura....nella vita di oggi la biblioteca non ha una funzione statica, bensì dinamica, in altre parole non si può concepire una biblioteca come un museo di cimeli da tramandare ai posteri ma si deve concepire la biblioteca come un centro propulsore di attività diverse e molteplici…".

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