Cardiochirurgia senza pace a Chieti, Capocasa: "Non la affonderanno"

Il direttore generale facente funzioni della Asl Lanciano Vasto Chieti replica alla Cisl Medici sull'argomento fuga di medici dal SS. Annunziata

“E sono due. Ormai a Chieti si sperimenta una nuova versione della battaglia navale, dove si gioca ad affondare la Cardiochirurgia”. Non rinuncia all’ironia Giulietta Capocasa, direttore generale facente funzioni della Asl Lanciano Vasto Chieti, all’indomani del nuovo polverone alzato, questa volta, dalla Cisl Medici sulle fughe di medici dal SS. Annunziata, e, in particolare, dall’unità operativa diretta da Gabriele  Di Giammarco.

“Da parte della Direzione aziendale è doveroso ristabilire la verità dei fatti perché ai cittadini non può essere rappresentata una realtà distorta, che genera peraltro sfiducia nelle nostre strutture - prosegue lei che nelle scorse settimane aveva varato un nuovo Piano per le emergenze, condiviso anche con i sindacati, Cisl compresa - . Sul fronte del personale il racconto che viene fatto tratteggia un reparto che colleziona abbandoni a go go, mentre nella storia degli ultimi 15 anni il turnover è stato determinato da trasferimenti di 5 unità che per ragioni personali hanno scelto altre sedi di lavoro. A mettere in crisi la Cardiochirurgia, invece, sono malattie e infortuni recenti, che sottraggono medici e costringono il personale in servizio a turni serrati, che, comunque, si svolgono nel rispetto delle norme e del piano emergenze sottoscritto anche dalle organizzazioni sindacali. Ad ogni modo, come anticipato nei giorni di Ferragosto, le procedure per il reclutamento di nuove unità sono in corso: oggi si è svolta quella relativa all'avviso pubblico per l'assunzione di medici a tempo determinato, mentre la prossima settimana sarà la volta del concorso per la copertura dei posti a tempo indeterminato. Risulta pertanto evidente l'impegno della Direzione Aziendale, che sta mettendo in atto tutte le azioni possibili a sostegno di un'Unità Operativa che esprime eccellenti professionalità, e che sarà protagonista di un percorso di certificazione analogo a quello senologico. Per il personale si apriranno ulteriori opportunità di qualificazione e crescita professionale, che contribuiranno a rendere la Cardiochirurgia di Chieti ancora più attrattiva".  

È destinata a crescere ulteriormente, dunque, l'Unità operativa la cui attività è documentata dall’ultimo Programma nazionale  esiti (PNE 2018) pubblicato dell’Agenzia sanitaria nazionale (AGENAS), che valuta le pérformances della Cardiochirurgia di Chieti in linea con la media nazionale o anche meglio: è il caso, per esempio, del by pass coronarico, con 434 interventi eseguiti in 2 anni, per i quali la mortalità a 30 giorni è inferiore all’1%, a fronte dell’1,5% del dato nazionale registrando una significativa differenza in meglio soprattutto a fronte della documentata maggior difficoltà dei casi trattati. Per i 164 interventi di chirurgia valvolare la mortalità a 30 giorni è del 3.27% ma non risulta statisticamente differente da quella nazionale del 2.45%  ed è quindi da considerare equivalente alla media della performance nazionale. 

Quanto poi alla “fuga” dei direttori di unità operativa che hanno lasciato il “SS. Annunziata” per altre strutture, la Asl sottolinea che "non ricorrono obblighi di fedeltà a un’Azienda, e che le legittime ambizioni di carriera seguono strade le più disparate e comportano scelte - e rischi -  di varia natura, che ciascuno è libero di assumere".

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