Carcere di Chieti, detenuto prima tenta il suicidio e poi prova a evadere

Nella casa circondariale di Madonna del Freddo un 40enne venerdì scorso è stato fermato dagli agenti di polizia penitenziaria


“Ancora una volta - commenta Di Giovanni -dobbiamo elogiare la professionalità della Polizia Penitenziaria che è riuscita ad evitare il peggio anche in condizioni sfavorevoli, tra l’altro il Poliziotto intervenuto ha poi dovuto attendere l’arrivo dei rinforzi per farsi medicare ed ha avuto una prognosi di 3 giorni, ma non possiamo sperare che ci vada sempre bene. La Polizia Penitenziaria deve essere messa in grado di lavorare con la necessaria sicurezza al pari di tutti i lavoratori, siamo certi che una camera di sicurezza ben avrebbe potuto evitare l’aggressione ed il tentativo di evasione. Ci chiediamo a chi sarebbero state accollate le colpe qualora il detenuto fosse riuscito a fuggire, e se si fosse impossessato dell’arma di ordinanza del poliziotto?

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“L’amministrazione penitenziaria e la sanità regionale nonché quella locale, nel corso degli anni, sembrano aver dimenticato tutti i detenuti che giornalmente sono ricoverati, per periodi più o meno lunghi, nei reparti ospedalieri abruzzesi e che questi ricoveri avvengono praticamente sempre in corsia e in mezzo agli altri pazienti, creando una situazione potenzialmente pericolosa senza tralasciare un certo disagio per pazienti, poliziotti e detenuti; addirittura vi sono camere di sicurezza ultimate e mai messe a disposizione della Polizia Penitenziaria, vedasi il caso Sulmona, o interi reparti ospedalieri sottoutilizzati, vedasi l’ospedale di Pescara e diversi nosocomi privi delle camere di sicurezza, indispensabili strumenti per garantire le cure ai detenuti e la sicurezza del territorio”, incalza il sindacalista, che conclude, “nei prossimi giorni ultimeremo la ricognizione di tutti gli istituti della regione e presenteremo all’assessore regionale alla Sanità una richiesta di intervento a sostegno della messa a disposizione di idonee camere di sicurezza in tutti gli ospedali della regione interessati dai ricoveri di detenuti”.

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