Busta con proiettile in prefettura: minacce a Pupillo, ai vertici Asl e agli assessori Paolucci e Pepe

Messaggio inquietante, arrivato ieri in prefettura ed erroneamente indirizzato al "prefetto Borzacchiello", che in realtà è il questore di Chieti

Un proiettile calibro 9 e una lettera con minacce di morte: questo il contenuto di una lettera anonima arrivata ieri mattina alla prefettura di Chieti. Come riporta il quotidiano Il Centro, il destinatario della missiva era indicato, erroneamente, come “il prefetto Ruggiero Borzacchiello”, che in realtà è il questore di Chieti.

Le minacce sono indirizzate al senatore del Partito Democratico Luciano D’Alfonso, ex governatore della Regione, all’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, all’assessore all’Agricoltura Dino Pepe, al direttore della Asl Pasquale Flacco, al direttore sanitario Vincenzo Orsatti e al presidente della Provincia Mario Pupillo.

Un episodio che ha qualche precedente: nei mesi scorsi anche negli uffici della Regione, all’Aquila, erano arrivate minacce a Paolucci, che pure le aveva ricevute da un profilo fake su Facebook.

Ieri, quando è stata consegnata la posta, qualcuno in prefettura si è accorto che in una delle lettere c’era anche un oggetto metallico e clindrico. E subito è scattato l’allarme. Sulla vicenda indaga la Digos.

Solidarietà ai destinatari delle minacce è arrivata dal segretario regionale del Pd, Renzo Di Sabatino: 

Voglio esprimere a nome mio, dei quattro segretari provinciali, Gianni Cordisco, Gabriele Minosse, Francesco Piacente, Enisio Tocco, e di tutta la comunità politica del Pd abruzzese solidarietà e vicinanza a Luciano D'Alfonso, agli assessori Silvio Paolucci e  Dino Pepe, a Mario Pupillo, al manager della Asl di Lanciano Vasto Chieti Pasquale Flacco e al direttore Vincenzo Orsatti per il vile atto minatorio che hanno subito.

Confidiamo nel lavoro delle forze dell’ordine e siamo certi che il responsabile, o i responsabili, di questo gesto indegno sarà presto individuato e consegnato alla giustizia. Non possiamo, però, non manifestare tutta la nostra preoccupazione e indignazione per il clima di odio che si respira in questi ultimi mesi nel nostro Paese, dove gesti del genere, ormai, si contano sempre più spesso. Rivolgiamo un invito, quindi, a tutte le forze politiche e ai rappresentanti delle istituzioni ad abbassare i toni e a riportare il legittimo scontro democratico all’interno dei binari della civiltà e del buonsenso. Oggi, più che mai, abbiamo il dovere di impegnarci tutti in questa direzione, prima di assistere ad una deriva di odio e violenza  incontenibile, che potrà colpire chiunque di noi indistintamente.

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