Scacco alla banda italo-albanese, portavano la droga anche nel chietino

Da San Salvo, alcuni broker provvedevano a cedere le partite di droga ai vari acquirenti provenienti da altre regioni d’Italia

Arrivava anche in provincia di Chieti, in particolare a San Salvo, la droga gestita dall’organizzazione criminale italo-albanese sgominata oggi dalla polizia di Stato, con sede a Bari e diramazioni in tutta Italia, Abruzzo compreso.

La centrale operativa era la città di Foggia: qui arrivavano le ingenti quantità di droga smistati poi, oltre che a San Salvo, in località come Cerignola, Pescara e Barletta. Da lì, altri broker provvedevano a cedere le partite di droga ai vari acquirenti provenienti da altre regioni d’Italia.

E stamani, alle prime luci dell’alba, la polizia ha eseguito un'ordinanza con cui si dispone la misura cautelare della custodia in carcere, emessa dalla Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 22 esponenti di un'associazione criminale transazionale italo-albanese dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, di armi e di un’altra associazione criminale attiva nello spaccio di stupefacenti in area andriese/cerignolana.

L’attività di localizzazione in Albania di alcuni destinatari dell’odierna misura restrittiva si è svolta con la cooperazione del Dipartimento di Polizia Criminale e dell’Ufficio Interpol della Polizia di Stato albanese (Policia e Shtetit) in sinergia con l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza in Albania e la III Divisione Interpol del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia.

Le indagini condotte dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile, con la collaborazione del Commissariato di Trani, sono partite dopo l’omicidio di Francesco Ferrante, avvenuto a Trani nel gennaio del 2015, ucciso con una fucilata alla testa mentre si accingeva a chiudere il suo circolo ricreativo.

A dimostrazione della pericolosità dell'organizzazione criminale colpita dall'odierna operazione, le indagini hanno dimostrato come gli arrestati disponessero di armi pronte all'uso ed infatti sono state sequestrate una carabina semiautomatica cal. 30, una pistola semiautomatica cal. 9x21 ed un fucile semiautomatico Breda calibro 12 nonché la somma di 30.000 curo.

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Nell’operazione è stata coinvolta anche la squadra mobile di Chieti.

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