Sul web l'archivio storico del campo di concentramento di Casoli

L'obiettivo del progetto è raccogliere documenti, testimonianze, fotografie e altro materiale in modo da realizzare una documentazione il più completa possibile sul Campo di Concentramento di Casoli e mettere a disposizione questo materiale sia agli studiosi che ai familiari o ai conoscenti degli internati

Uno dei documenti fotografici sul sito

Forse non tutti sanno che anche in Abruzzo, a Casoli, durante la guerra ci fu un campo di concentramento, aperto dal 1940 al 1944. Una pagina nera della storia regionale ancora poco nota, tanto che è nato un progetto di documentazione online, un sito da consultare per tenere viva la memoria e per ricerche storiche. Il sito, in particolare, ha una sezione dedicata al campo di concentramento di Casoli, da documenti rivenuti nell'archivio storico del municipio nel 2000. 

Come spiega Giuseppe Lorentini, che ha curato il progetto CampoCasoli.org, allo stato attuale della ricerca in Italia, sono pochissimi i Comuni italiani che furono sede di campi di concentramento o di località di internamento civile durante il fascismo, ad aver conservato i fascicoli personali degli internati. Molti sono andati distrutti o persi, oppure, come nel caso della questura di Chieti, responsabile per i fascicoli personali di oltre 20 località di internamento libero e 7 campi di concentramento, i fascicoli sono stati "mandati al macero per supero dei prescritti limiti di conservazione".

L’obiettivo del progetto è raccogliere documenti, testimonianze, fotografie e altro materiale in modo da realizzare una documentazione il più completa possibile sul Campo di Concentramento di Casoli e mettere a disposizione questo materiale sia agli studiosi che ai familiari o ai conoscenti degli internati. Trattandosi di un lavoro in continuo aggiornamento i risultati pubblicati sono perciò parziali, non privi di errori, ma sempre in costante perfezionamento.

Il sito si presta ad essere uno strumento di ricerca avanzato per gli studiosi grazie alla possibilità di accedere ai documenti riprodotti in foto facsimilare totale ad alta risoluzione, ordinati secondo la segnatura archivistica, ad elevata consultabilità. Si tratta di un archivio digitale che consente di ricostruire la storia sociale e amministrativa di un campo di internamento fascista e soprattutto utile a ricomporre anche la documentazione di altri campi fascisti italiani, poiché il “fascicolo personale” dell’internato, in caso di trasferimento da un campo all’altro, veniva portato con sé. 

Sul sito sono consultabili 3.711 documenti contenuti nei 212 fascicoli conservati nell'Archivio storico del Comune di Casoli, CAT. XV, Classe VII, Buste 2-4, Fascicoli 24-227 e Busta 5, Fascicoli 228-233. In questo modo, si possono capire gli spostamenti, l’ambiente sociale, il capitale liquido, la corrispondenza postale, i reclami, le punizioni, l’assistenza medica e di igiene, le lettere personali degli internati, nonché la burocrazia, l’amministrazione, la contabilità del Campo.

Un ulteriore scopo della ricerca è sia dare un volto ai nomi degli internati, sia dare un nome ai loro volti, soprattutto agli ebrei stranieri internati in questo Campo il 10 luglio 1940 giunti dal carcere di Trieste, perché disponiamo di una loro foto di gruppo scattata proprio a Casoli. Dopo l'8 settembre 1943, 9 di questi che inizialmente sono "passati" per il Campo di Casoli e trasferiti altrove, furono più avanti arrestati e deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove trovarono la morte certa. Un altro, invece, è stato assassinato al campo di Risiera San Sabba, un altro ancora deportato al campo di concentramento di Bergen-Belsen e sopravvissuto alla liberazione avvenuta il 4 marzo 1945. Quella foto, per molti di loro, rappresenta l'ultima immagine-testimonianza che possediamo. Per questo, l'identificazione degli internati sarà sempre un aspetto importante cui rivolgiamo le nostre energie e permetterà di attivare una rete transnazionale di informazioni e documenti.

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