Uno studio della Radioterapia oncologica di Chieti pubblicato sulla rivista scientifica “In Vivo”

Riguarda il trattamento radio-chemioterapico concomitante preoperatorio nei tumori del retto localmente avanzati, introdotto nel 2000 in Abruzzo proprio dal reparto teatino

Uno studio della Radioterapia dell'ospedale Santissima Annunziata di Chieti è stato pubblicato sulla rivista scientifica "In Vivo". La pubblicazione, in particolare, riguarda il trattamento radio-chemioterapico concomitante preoperatorio nei tumori del retto localmente avanzati.

La casistica, che è nata nel 2000 e in 20 anni ha trattato 320 pazienti con un costante reclutamento medio di 16 pazienti l'anno, venne introdotta per la prima volta in Abruzzo dalla Radioterapia oncologica di Chieti, quando ancora lo standard terapeutico in questo setting di pazienti era rappresentato dalla radio-chemioterapia post-operatoria. Proprio per l'innovazione terapeutica agli inizi degli anni 2000 e per l'alta specialità acquisita nel tempo a seguire, molte chirurgie del territorio abruzzese hanno inviato pazienti affetti da tumore del retto a Chieti per eseguire il trattamento preoperatorio.

Il trattamento è nato con l'intenzione di preservare la funzionalità sfinterica nei pazienti con localizzazioni tumorali a sede rettale bassa e pertanto suscettibili di chirurgie demolitive con il confezionamento della stomia, il famigerato "sacchetto" esterno, vero e proprio spauracchio per i pazienti.

Con il tempo è stato osservato tuttavia un importante impatto non solo sulla bassa percentuale di recidive locali, ma anche e soprattutto sulla sopravvivenza dei pazienti. In modo particolare, i pazienti che rispondono meglio al trattamento radio-chemioterapico preoperatorio e presentano risposte oncologiche complete o parziali hanno percentuali di sopravvivenza libera da malattia e sopravvivenza globale molto importanti. Nella casistica della Radioterapia di Chieti, una risposta patologica completa, ovvero assenza di cellule tumorali all'esame istopatologico post-intervento, è stata del 26,7%, in linea con i dati della letteratura scientifica che la riportano con un range del 15-25%. 

Sommando il tasso di risposte complete con il numero di risposte quasi-complete, ovvero riscontro di poche cellule tumorali all'esame istopatologico post-intervento, la percentuale sale al 41,8%. Questi risultati hanno determinato a 5 anni una sopravvivenza globale dell'82%, una sopravvivenza libera da malattia del 65,5% e un controllo locale dell'81,2%. A 10 anni, la sopravvivenza globale è stata del 79%, la sopravvivenza libera da malattia del 93% ed il controllo locale del 90%. 

L'alta specializzazione acquisita in tale campo dalla Radioterapia Oncologica di Chieti si caratterizza inoltre per i numerosi studi satelliti al protocollo di trattamento pre-operatorio come gli studi pubblicati e condotti con l'istituto di Radiologia sulla stadiazione con risonanza magnetica morfologica e di diffusione sia in fase di diagnosi, in seconda settimana del trattamento per valutare la predittività o meno della risposta al trattamento in corso e tra la decima e la dodicesima settimana dal termine della radio-chemioterapia prima dell'intervento chirurgico. Non meno importanti gli studi condotti e pubblicati in collaborazione con il CeSi dell'università d'Annunzio su biomarcatori sierici pre-trattamento, per cercare di individuare precocemente pazienti che rispondono meglio e quelli che rispondono peggio al trattamento radio-chemioterapico pre-operatorio, con l'auspicio di poter modulare in futuro una personalizzazione delle terapie, più intensificate o meno intensificate a seconda del quadro di presentazione del tumore all'esordio.

Altrettanto importanti gli studi che si basano sull'evoluzione tecnologica dei trattamenti radioterapici che consentono di intensificare le dosi radianti sempre con maggiore efficacia e sicurezza.

I risultati della casistica storica di Chieti sul trattamento di radio-chemioterapia concomitante pre-operatoria indicano che la strada è proprio l'intensificazione del protocollo terapeutico al fine di ottenere risultati sempre migliori e con un profilo di tossicità trascurabile.

La Radioterapia di Chieti si conferma centro di riferimento per il trattamento del tumore del retto e condivide le sue casistiche con i principali centri di Radioterapia Oncologica italiani esperti in materia.

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