Wwf: "Migliorato il Prg di Ortona, ma bisogna saper guardare al futuro"

L'associazione ha presentato osservazioni alla variante del Prg vigente

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

L’associazione Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, avvalendosi di supporti tecnici con cui collabora da anni, ha prodotto alcune note di critica sulle aree maggiormente interessate dalle valenze ambientali, come la spiaggia che va da Postilli al Riccio, le due riserve regionali Ripari Di Giobbe e l’Acqua Bella.

In prima analisi, questa nuova adozione della variante al Prg, dal punto di vista dell’impatto ambientale, non è nemmeno lontanamente paragonabile a quella dell’amministrazione Fratino, che prevedeva un'altra città, con un incremento del 45% del patrimonio immobiliare, nonostante i dati Istat registrassero una diminuzione costante degli abitanti dagli anni ’70 al 2001, e quindi una crescita delle case non occupate che nel 2001 erano ben 1.871.

Il bilancio demografico degli ultimi anni, dal 2002 al 2017, conferma il trend negativo, sono più i decessi che le nascite, l’anno scorso ad esempio, su 153 nascite, 287 sono stati i decessi. In virtù di questi indicatori Istat, quindi, riteniamo essere esagerato anche il 27% di incremento del patrimonio abitativo previsto dalla variante adottata al Prg, come se la popolazione dovesse aumentare di 6.200 abitanti circa. Ortona è un territorio fragile, non bisogna mai dimenticarlo, una condizione che andrà a peggiorare con i cambiamenti climatici già in atto. Un territorio che avrebbe bisogno di un analisi di adattamento ai nuovi scenari per affrontare le sfide del futuro con più serenità, e puntare su riutilizzo ed efficientamento del patrimonio immobiliare esistente, nonché su di una rinaturalizzazione estesa, per la salvaguardia dai dissesti idrogeologici, e le spiagge  che saranno sempre più interessate dall’ingressione marina e dall’erosione costiera,. 

Un altro fattore di criticità riscontrato è la possibilità in un area che va da contrada Foro al fiume omonimo di installare attrezzature turistiche permanenti che possono occupare il 60% della superficie fondiaria. Ad ogni impianto è consentita la realizzazione di un piccolo edificio destinato a servizi nel limite di una superficie coperta pari al 10% della superficie fondiaria con altezza massima di mt 5,50, per discoteche all’aperto ed esercizi vari. Un area dove la Legge Galasso impone un vincolo di inedificabilità di 300 metri dalla battigia, e di 200 metri  per la Legge Regionale sull’Urbanistica, un area che conserva valenze naturalistiche in via di estinzione su tutta la costa Adriatica, come il Fratino, che scomparirebbe definitivamente. Come per le due Riserve, dove sono previste zone di espansione urbanistica anche in aree entro vincoli archeologici, idrogeologici, paesaggistici  di certa importanza. Queste aree sono patrimonio delle generazioni presenti e future, e non di pochi ai quali la collettività fornisce uno straordinario contesto.

Auspichiamo che questa amministrazione, a differenza delle altre, continui a dimostrare tangibilmente e senza indugi di puntare sulla vera potenzialità del futuro: la bellezza.

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