Gli studenti del convitto preparano uno spettacolo teatrale con anziani e senza fissa dimora

Il progetto, che si chiama "Coltiviamoci - Insieme si può”, si tiene alla Capanna di Betlemme e ha l'obiettivo di diffondere la cultura del volontariato

Studenti, senza dimora e anziani si sono incontrati alla Capanna di Betlemme di Chieti per conoscersi e dare vita ad un’esperienza di teatro sociale. L’iniziativa rientra nel progetto “Coltiviamoci - Insieme si può”, ideato e realizzato dall’associazione “Domenico Allegrino” Onlus di Pescara (capofila), in partnership con l’associazione “Meridiani Paralleli” Onlus di Chieti, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Abruzzo.

L’iniziativa, che coinvolge più generazioni e fasce della popolazione, è stata promossa per favorire l’inclusione sociale di persone appartenenti a categorie fragili della comunità e diffondere, tra i giovani, la cultura del volontariato. 

Spiega la presidente dell'associazione, Antonella Allegrino: 

È stato un laboratorio esperienziale e creativo e uno scambio generazionale. Diversi studenti delle classi III e IV B del convitto nazionale G.B. Vico di Chieti, accompagnati dal professor Giovanni Scarsi, hanno ascoltato le storie di alcuni senza dimora accolti nella Capanna di Betlemme, riflettendo sulle motivazioni che li hanno costretti a vivere in strada. 

Questo confronto, grazie al coordinamento del giovane regista romano Simone Saccucci, ispirerà un testo teatrale, che sarà incentrato sui temi dell’emarginazione, della povertà, dell’accoglienza e dei diritti umani. Nell’ambito dello stesso laboratorio, gli studenti hanno incontrato anche diversi anziani, che coltivano gli orti sociali della nostra associazione, a Pescara. Con loro hanno ideato e progettato gli elementi che comporranno la scenografia. Tutti saranno protagonisti della rappresentazione teatrale, che andrà in scena il 9 maggio al teatro Marrucino.

Lo spettacolo sarà il risultato finale di un percorso pensato per sensibilizzare i giovani al valore del volontariato e farli entrare in contatto con persone che hanno storie traumatiche e dolorose: vite che sono improvvisamente cambiate per la perdita di un posto di lavoro, per una separazione, per una dipendenza da alcol o droghe. Non esperienze virtuali, dunque, ma un mondo autentico e sofferente. Anche l’incontro con gli anziani è fondato su un vissuto che può contribuire a costruire il futuro dei giovani perché essi,come ha detto Papa Francesco, "hanno la saggezza della storia, della patria e della famiglia”. 

I laboratori di teatro sociale e di comunità proseguiranno la settimana prossima alla Capanna di Betlemme, struttura di accoglienza gestita dall’associazione Papa Giovanni XXIII. Il progetto “Coltiviamoci-Insieme si può” è realizzato in collaborazione anche con il Comune di Chieti, il Dipartimento di Salute mentale Asl 02 Lanciano-Vasto-Chieti e l'istituto professionale statale aervizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale di Villareia di Cepagatti (facente parte dell’istituto omnicomprensivo di Alanno, dirigente Maria Teresa Marsili). Nell’ambito del progetto, si sono già svolti corsi di potatura della vite e dell’ulivo. Nei prossimi giorni, si terranno anche lezioni incentrate sulle tecniche di coltivazione delle piante, alle quali parteciperanno gli studenti dell'agrario, i senza dimora e gli anziani che hanno cura degli “Orti d’oro” messi a disposizione dall’associazione Domenico Allegrino Onlus a Pescara.

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