Il parco nazionale della Majella è capofila nel progetto Life Streams: al via il primo meeting 

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ChietiToday

La scorsa settimana, nella sede del parco nazionale della Majella, si è svolto il primo meeting per l’avvio del progetto Life Streams (Life18 NAT/IT/000931 - Salmo ceTtii REcovery Actions in Mediterranean Streams) che vede il parco stesso nel ruolo di ente capofila.

L'obiettivo principale del progetto è il recupero e la conservazione della trota mediterranea (Salmo cettii o Salmo macrostigma), specie inserita in allegato II della direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat), ed endemica dell'area mediterranea. La trota mediterranea è classificata come specie vulnerabile in Europa e il suo stato di conservazione è considerato "cattivo e sfavorevole" in Italia.In particolare, attraverso una serie di azioni coordinate, verrà sviluppata una strategia per migliorare lo stato di conservazione di Salmo cettii nelle aree di progetto e non solo. Infatti diverse azioni verranno replicate nelle cosiddette aree di trasferibilità poste fuori dai territori dei partner.Un progetto lungo quattro anni e molto ambizioso, che mira al miglioramento dello stato di salute delle popolazioni di trota mediterranea attraverso l'eliminazione di fonti di inquinamento genetico, la pesca selettiva su “trote aliene”, l’allevamento e il ripopolamento con trote del ceppo autoctono.

Mediante l’applicazione di un sistema integrato di monitoraggio e di miglioramento della qualità dell'habitat fluviale, basato sul rispetto del deflusso minimo vitale e sulla deframmentazione della continuità idrica dei corsi d’acqua (in accordo con la “direttiva quadro sulle acque”), saranno migliorate le condizioni ambientali dei nostri fiumi. Le “Linee guida per la conservazione e la gestione di S. cettii“ prevista nel progetto costituirà il principale documento di riferimento per le azioni di conservazione delle specie nel suo intero areale.Il Direttore Luciano Di Martino sottolinea anche il risvolto sociale di coinvolgimento delle comunità locali, poiché “molte delle azioni verranno pianificate e svolte in collaborazione con le associazioni di pescatori al fine di rafforzare la consapevolezza dell’importanza di un ecosistema fluviale integro e funzionale”.

I partner territoriali sono rappresentati dall’Agenzia Forestale Regionale per lo Sviluppo del Territorio e dell’Ambiente della Sardegna, l’Ente Parco di Montemarcello-Magra-Vara, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Parco Nazionale del Pollino. Il supporto scientifico sarà garantito dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e dal Dipartimento di Chimica Biologia e Biotecnologie dell’Università degli Studi di Perugia, mentre Legambiente Onlus si occuperà delle azioni di comunicazione e divulgazione. La gestione generale del progetto sarà invece compito di Noesis snc in qualità di partner di progetto.  

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