Menù di Pasqua: trionfo dell’agnello sulle tavole abruzzesi, ma il consumo di carne è in calo

La portata più attesa sulle tavole pasquali. Una presenza antica della tradizione gastronomica italiana che nel nostro territorio si declina nel classico agnello cacio e ove

E’ la carne d’agnello la grande protagonista delle tavole pasquali, specialmente in Abruzzo.

Se quest'anno sarà servita in oltre la metà delle tavole (51%) degli italiani, nei ristoranti e negli agriturismi, l’Abruzzo non fa eccezione: qui nel piatto si tende a presentare un piatto dell’antica tradizione, ovvero l’agnello cacio e uova. Un piatto molto saporito e sostanzioso che porta in tavola due simboli della Pasqua: l’agnello e le uova. Spesso lo si accompagna con un bicchiere di Montepulciano.

Secondo un’'indagine Coldiretti/Ixè presentata nei giorni scorsi, è emerso che l’88% degli italiani vuole carne di origine nazionale con quasi 1/4 dei consumatori che ha scelto addirittura di acquistare direttamente dal pastore.

Per portare in tavola qualità al giusto prezzo il consiglio della Coldiretti è dunque quello di preferire carne di agnello a denominazione di origine, quella garantita da marchi di provenienza territoriale, o di rivolgersi direttamente ai pastori, quando è possibile.

“Tra le ricette più gettonate a base di carne in cucina per l'occasione ci sono anche gli arrosticini, le costolette panate, l'agnello cotto nel brodo, gli gnocchi al sugo di castrato e le tagliatelle al ragù di agnello” dice ancora Coldiretti.

Pasqua cruelty free

Poco attraente per i più il menù vegano, che sarà l’opzione di appena il 3% degli italiani a Pasqua. Tuttavia, secondo i dati della Codliretti, il consumo di carne d’agnello quest’anno è sceso del 28%.

“Questo ci permette di riscontrare un cambiamento culturale in atto anche con dati oggettivi”. A dirlo è il lancianese Walter Caporale, presidente dell'associazione Animalisti Italiani che sta portando avanti una campagna dal nome Save the lamb per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'opportunità di abbandonare la tradizione pasquale di cucinare l'agnello in favore di una Pasqua cruelty free.

“Come associazione - dice Caporale all’Adnkronos - abbiamo cercato di sensibilizzare gli italiani sul fatto che strappare gli agnelli alla loro madre è un atto di crudeltà, che non può essere commesso solo per soddisfare il piacere del palato. Negli ultimi anni le cose sono cambiate - aggiunge - se prima ci venivano strappati i volantini e venivamo derisi e presi in giro, ora riceviamo l'affetto e il sostegno di migliaia di persone,soprattutto anziani, che ci incitano a continuare nella nostra battaglia”.

 
 

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