Maria Vittoria Grossi, una delle più grandi arpiste di sempre era di Chieti

Nata nel capoluogo teatino nel 1886. Suo il famoso “Metodo per Arpa”

Maria Vittoria Grossi nacque a Chieti, il 24 agosto del 1886, da Arturo (trentatreenne “ingegnere” nato a Napoli, in sezione San Lorenzo all’Arena, da Camillo e Maria) e Bianca Pinelli (ventunenne “gentil donzella” nata a Montepulciano (SI) da Macedonio e Lucia Stuart). I genitori di Maria Vittoria si erano sposati a Chieti il 9 giugno 1883 e l’atto fu registrato in comune dinanzi all’assessore avvocato  Nicola De Horatiis.

Sin da piccola un suo insegnante disse: “è nata per la musica”. Orecchio musicale unico e propensione per ogni strumento. Ma fu l’Arpa, infine, a conquistarla. A  soli 21 anni ottenne l'incarico di “arpa complementare” al Conservatorio di Milano, quindi fu nominata titolare della stessa cattedra al Conservatorio “Luigi Cherubini” di Firenze. Uscirono dalla sua scuola le migliori arpiste del tempo. Maria Vittoria Grossi si formò, divenendone l’allieva prediletta, con Luigi Maurizio Tedeschi (grande arpista e compositore).

grossi1-3Un metodo per arpa sul quale numerosissimi arpisti, di tutto il mondo, si sono formati è certamente quello che Maria Vittoria Grossi realizzò negli anni ’40. La Casa Ricordi nel luglio del 1946 mise in vendita il  suo “Metodo per Arpa”. All’epoca Maria Vittoria Grossi risiedeva a Roma in via Tevere. Precedentemente, nel suo periodo legato al Conservatorio “Luigi Cherubini”, era stata  ospite della “Pensione Pendini” in via degli Strozzi. Ancora oggi sono in molti, per chi voglia approfondire la tecnica dell’arpa, a ritenere fondamentale il “Metodo per Arpa” della Grossi.

Da notare che già nel 1911, quando aveva solo 25 anni, aveva pubblicato, edito dalla Libreria Editrice Internazionale, un libro dal titolo “L’Arpa e il suo meccanismo”. Fu componente in varie commissioni d’esame presso i migliori conservatori d’Italia e d’Europa. E si esibì in una infinità di concerti. Nel 1911 il grande maestro Luigi Maurizio Tedeschi compose “Anacreontica” e la sua dedica fu “alla sua allieva Maria Vittoria Grossi Prof. D’Arpa al Regio Istituto musicale di Firenze”. 

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