Giacomo Belli da Chieti ad Amazon: "Vorrei che ci fossero più opportunità per i ragazzi che oggi crescono qui"

Inizia la nostra rubrica "Cervelli in fuga": ogni settimana vi racconteremo le storie dei giovani che hanno "fatto strada" lontano da Chieti ma con il cuore sempre qui

Sono tante e tutte diverse le storie dei teatini che non vivono più nella loro città d’origine.  Le difficoltà a trovare una collocazione professionale nella propria città, la voglia di provare un’esperienza lontano da casa, occasioni di carriera. Questi e altri motivi fanno sì che anche la città di Chieti possa “vantare” un vero e proprio esercito di in Italia e nel Mondo. Il capoluogo teatino segue il trend secondo cui nel nuovo millennio, hanno lasciato il centro-sud quasi 2 milioni di residenti di cui la metà rientrano nella fascia di età sotto i 35 anni. Di questi circa la metà non sono tornati nel loro paese di origine. 

Giacomo Belli: da Chieti alle campagne di advertising su Amazon

Giacomo Belli è nato a Chieti poco più di 35 anni fa e l’ha lasciata ormai da quasi 17. Si è trasferito a Milano nel 2002 per studiare, dopo la laurea ha subito trovato lavoro e, anche se da allora ha cambiato qualche ruolo (e qualche azienda), non ha però più cambiato città. Da poco più di 3 anni lavora in Amazon, la più grande internet company al mondo.

“Fino all’inizio dello scorso anno ero senior vendor manager (responsabile per i risultati economici delle mie categorie di prodotti), poi ho deciso che volevo provare una nuova sfida in un ruolo diverso: pur essendo già in azienda, ho sostenuto dei colloqui come qualsiasi candidato, è andata bene e da giugno 2018 sono senior advertising sales manager (in poche parole: lavoro con i responsabili marketing delle aziende clienti, con l’obiettivo di realizzare le campagne di advertising più efficaci per le loro strategie)”.

Come tanti Giacomo ha lasciato la sua terra d’origine e ora si accinge a mettere le radici nella sua seconda casa. 

“Una delle principali ragioni per cui, a distanza di anni, sono ancora lontano dall’Abruzzo è la quantità di opportunità che la città e l’azienda mi hanno offerto: quando sono arrivato a Milano non credevo che ci sarei rimasto a lungo, ora ho difficoltà ad immaginarmi in un posto diverso, mia moglie Tania ed io pensiamo ormai di comprare casa qui”. 

Tuttavia, il legame affettivo con la città di Chieti resta saldo.

“Insieme a lei, cerco di tornare a Chieti almeno una volta ogni due mesi, soprattutto per passare del tempo coi miei cari: provo ogni volta tenerezza alla sera del venerdì, dopo il viaggio e il tratto in auto dalla stazione o dall’aeroporto, al momento di entrare in città e percorrere le strade così familiari. La città è sempre bella, silenziosa in cima alla sua collina, e mi sembra che poco sia cambiato negli anni ma forse proprio questa è la sua delizia ed insieme la sua croce: mi piacerebbe che ci fossero opportunità per i ragazzi che oggi crescono a Chieti e che ciascuno avesse la voglia e la possibilità di scegliere il meglio per sé, ma non sono sicuro che questo sia sempre possibile. Non so dire quale sia la giusta formula, spero solo che la città trovi il modo migliore per rimanere fedele a sè stessa sapendo rinnovarsi, per dare stimoli e occasioni a chi farà la scelta di restare”.

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