Calendario venatorio sospeso: il Wwf diffida la Regione

Gli attuali rappresentanti regionali sono stati diffidati dall’approvare nuovi atti di Giunta e/o effettuare interventi legislativi nelle materie oggetto del calendario venatorio regionale 2019/2020

Dopo la sospensione della caccia fino a fine settembre disposta dal Tar Abruzzo, il Wwf diffida la Regione dall’intraprendere ulteriori azioni tese a superare la decisione del tribunale amministrativo.

Questa mattina l'associazione ambientalista ha provveduto ad inviare una diffida al presidente della Regione Abruzzo, alla giunta e ai dirigenti regionali di riferimento in merito all’intenzione, anticipata a mezzo stampa dal vicepresidente Imprudente, di adottare un nuovo provvedimento teso a superare la decisione del Tar Abruzzo che ha sospeso l’avvio della stagione venatoria accogliendo il ricorso del WWF Italia e della LNDC Animal Protection.

Gli attuali rappresentanti regionali sono stati diffidati dall’approvare nuovi atti di giunta e/o effettuare interventi legislativi nelle materie oggetto del calendario venatorio regionale 2019/2020 e del ricorso presentato dalle due associazioni per sovvertire la ratio delle decisioni statuite dal giudice amministrativo che, come è stato riportato nel dispositivo della decisione, mirano a far prevalere l’interesse pubblico generale della conservazione della fauna selvatica.

"Nella diffida  - si ricorda - peraltro che non è stato neppure concluso il procedimento in merito alla Valutazione di Incidenza Ambientale del calendario venatorio la cui approvazione, quindi, rappresenterebbe una grave e palese violazione di quanto stabilito dalla direttiva “Habitat” e dalla normativa italiana di recepimento".

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“Siamo stati costretti a firmare questo nuovo atto nei confronti della giunta regionale per tutelare l’interesse primario della tutela della natura e, nello specifico, della fauna" dichiara Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia. “Rinnoviamo l’invito al presidente Marsilio, già formulato in fase di predisposizione del calendario e dopo l’annullamento del TAR, di aprire un tavolo di confronto per arrivare, stante l’attuale legge che consente la caccia in Italia, ad una gestione corretta dell’attività venatoria. Gestione corretta che vuol dire porre al centro la tutela di un patrimonio che appartiene a tutti i cittadini abruzzesi e non ad una piccola minoranza”.

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