La storia di Biase Ranalli, militare teatino morto fra gli orrori di Mauthausen

La sua storia è stata diffusa da Geremia Mancini, presidente onorario dell'associazione culturale Ambasciatori della fame

Fra le storie dell'orrore che si intrecciarono nell'epoca delle persecuzioni razziali del nazifascismo, una delle ere più buie della storia, c'è anche quella del teatino Biase Ranalli, che morì nell'inferno del lager nazista di Mauthausen. La sua storia è stata diffusa da Geremia Mancini, presidente onorario dell'associazione culturale Ambasciatori della fame, alla vigilia della giornata della Liberazione dal nazifascismo, che ricorre domani. 

Biase Ranalli nacque a Chieti, nel rione Santa Maria, il 5 febbraio 1899, da Silvino (quarantasettenne “proprietario”) e Concetta Salomone (trentaseienne “donna di casa”). L’atto di nascita fu certificato dinanzi all’assessore di Chieti Cav. Ferdinando Sanità.

Dopo la laurea, Ranalli, scelse la carriera militare. Divenne ufficiale della Regia Aeronautica. Su “Annuario ufficiale della Regia Aeronautica” del 1933 risulta 21° Stormo (16 giugno 1921 al 21 luglio 1927). Il 1° aprile dal 21° Stormo O. A. all'Aeroporto di Padova fu assegnato alla Direzione Territoriale Servizi II Z.A.T. (aeroporto Padova). Poi, come Capitano A.A. r.n. ebbe l’incarico di esaminare gli Allievi Aiuto Motoristi, Aiuto Montatori ed Aiuto Elettricisti della classe 1911 del 1° scaglione leva terra. Dal 1936 cessò di essere assegnato alla Direzione Territoriale Servizi II Z.A.T. (Aeroporto Padova) e venne trasferito all’Aeroporto di Venezia (S.Andrea) ed assegnato alla Centrale Assistenza del volo.

Nel 1941, come Ten. Col. A.A.r.n., divenne Presidente della Scuola di Pilotaggio di Pescara, dove fu anche insegnante ed ebbe come collaboratore il S. Tenente Sergio Belli. Il 26 novembre del 1932 sposò, a Padova, Teresina Avanzo. Poi la tragedia. Biase venne arrestato a Casalserugo (Padova) e fu trasferito nel “campo di transito” di Bolzano. (dal luglio 1944, resosi insicuro il campo di concentramento di Fossoli, le deportazioni continuarono dal nuovo campo di Gries –Bolzano. Il campo era gestito dalle SS di Verona, comandato dal tenente Titho. Pessime le condizioni di vita, massacranti i tempi di lavoro, numerosi i casi di violenza). 

Dopo poco, l’8 gennaio del 1945, venne deportato nel “campo di concentramento” nazista di Mauthausen. Qui incontrò il suo caro amico Ugo Sesini, musicologo e compositore, con il quale condivise prima le sofferenze ed infine, nello stesso giorno, la morte. Biase Ranalli morì, nel lager nazista di Mauthausen, il 27 febbraio 1945. A Padova il suo nome è riportato nella “Lapide ai Figli Caduti per la Patria nelle guerre 1936-1946”.

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