L'Anpi omaggia il sacrario dei combattenti della Resistenza teatina nel primo anniversario della costituzione

Nel 2018 Chieti ha dedicato il monumento ai cinque combattenti della Resistenza dopo 73 anni

Una delegazione della sezione Anpi di Chieti “Alfredo Grifone” ieri si è recata al cimitero di Sant’Anna per ricordare il primo anniversario della inaugurazione del Sacrario dei combattenti della Resistenza teatina. La delegazione, formata dal presidente Filippo Paziente, dal vicepresidente Vvicario Giustino Zulli, dal tesoriere Antonio D'Orazio, da Aldo Mario Grifone, nipote dei due fratelli partigiani fucilati dai nazifascisti Aldo e Alfredo Grifone e da Mario D'Alessandro, (che ha letto la poesia di Giuseppe Ungaretti “Per i morti della Resistenza”) unitamente ai familiari di Aldo Sebastiani, ha deposto fiori di fronte alla lapide contenente i nomi di tutti i partigiani fucilati.

La grande lapide murata all’interno del Sacrario inaugurato l’11 febbraio 2018, anniversario della fucilazione dei 9 partigiani della Banda Palombaro alla Pineta di Pescara, è dedicata alla memoria dell’eroico sacrificio dei partigiani Menotti Guzzi, Leonida e Marcello Mucci e Aldo Sebastiani, e del capitano Giovanni Baraldi (ucciso dai tedeschi nelle vicinanze di Chieti), dimenticati dal gennaio 1945 tumulati nella Cappella Taraborelli.

“La città di Chieti – ricorda lo storico e presidente dell’Anpi Filippo Paziente - è stata l’ultimo capoluogo di provincia in Abruzzo a dedicare un monumento a soli 5 combattenti della Resistenza e dopo ben 73 anni (il monumento presso il Palazzo di Giustizia é opera della Provincia). Fu l’Anpi cittadina nel 1945 a indire una gara d’appalto per la costruzione  di un sepolcreto, da inserire nel piano di miglioramento del cimitero comunale, per inumarvi onorevolmente i resti di tutti i martiri antifascisti della città, sepolti provvisoriamente nella cappella gentilizia di Angiolina Taraborelli. La gara fu vinta da  Giovanni Franceschelli ma il suo progetto non fu realizzato perché i finanziamenti necessari per integrare le insufficienti somme raccolte con varie sottoscrizioni non furono concessi. Nel comune era già iniziata subito dopo la Liberazione l’operazione reazionaria, con le forzate dimissioni a novembre del 1944 di Domenico Spezioli, la netta vittoria della Democrazia Cristiana nelle elezioni amministrative del 7aprile 1946. In questo contesto va inserito anche l’episodio inqualificabile dell’8 marzo 1954, discusso in Parlamento, della rimozione, dall’ingresso del Palazzo di Giustizia, della lapide dedicata dieci anni prima a Giacomo Matteotti”.

Il progetto del Sacrario fu abbandonato e i resti dei Martiri rimasero nella Cappella Taraborelli.“Nel mutato clima politico – spiega ancora Paziente - fu gioco facile per Valentino Mirra, ex fascista e presidente regionale dell’Istituto del Nastro Azzurro, lanciare l’idea del Sacrario Militare. I finanziamenti furono immediatamente concessi dal governo e da enti locali. I familiari di alcuni partigiani sepolti nella Cappella Taraborelli fecero traslare le spoglie nelle loro tombe. Nella Cappella, acquistata dal Comune nel 1962, rimasero i resti dei quattro partigiani e del capitano dell’aeronautica, abbandonati per decenni dalla classe dirigente democristiana al governo della città fino alla tangentopoli teatina. Quando nel 2012 l’attuale amministrazione comunale ha intrapreso lavori di straordinaria manutenzione della Cappella Taraborelli in rovina, la sezione ANPI cittadina ha proposto di trasformarla nel Sacrario dei Combattenti della Resistenza teatina e ha collaborato alla sua realizzazione, per restituire dignità a una città priva di memoria e di orgoglio”

Una delegazione dell'Anpi di Chieti parteciperà anche sabato mattina alle ore 10,30, alla celebrazione del ricordo dei fucilati a Colle Pineta di Pescara, organizzata da molti anni dalla direzione didattica del VII circolo della scuola primaria“11 febbraio 1944”.
 

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